Sono tornato da Cersaie 2026 con le gambe pesanti, chilometri di camminata sui padiglioni della fiera e gli occhi colmi di visioni, contrasti e materie. In fondo, è questo l'unico parametro onesto per misurare il valore di un appuntamento come quello di BolognaFiere: quando la fiera ti entra dentro non con i proclami delle cartelle stampa, ma con la forza fisica dei materiali toccati con mano.
Questo articolo è solo un primo accenno panoramico su Cersaie 2026, un diario di impressioni a caldo dopo la mia prima giornata in fiera. A breve seguiranno articoli monografici e report dedicati alla fiera e ai suoi singoli espositori, dove analizzeremo nel dettaglio collezioni, finiture e aspetti di cantiere.
Quest'anno la fiera ha confermato una scala monumentale: stand allestiti come autentiche architetture temporanee, un'eleganza raffinata che permeava i padiglioni e una densità di operatori internazionali che non si vedeva da tempo. All'ingresso dello stand di Porcelanosa, storicamente tra i più frequentati e scenografici, la folla ordinata testimoniava quanto il richiamo della superficie architettonica sia vivo e in costante evoluzione.
Eppure, tra tanta sontuosità, ci sono oggetti capaci di catturare l'attenzione in maniera assoluta. È il caso della vasca scultorea ammirata nel padiglione arredobagno: un monoblocco ovale in resina trasparente colata color ambra miele, abbinata a rubinetteria minimale nero opaco a piantana. Un pezzo d'arredo che trascende la pura funzione igienica per diventare diaframma luminoso, dove l'acqua e la luce solida dialogano in trasparenza.
La ceramica italiana: quando la materia parla senza bisogno di urlare
Camminando tra i padiglioni dedicati all'eccellenza del distretto emiliano, la sensazione è netta: la ceramica italiana conferma a Cersaie una posizione di assoluto rilievo nel panorama mondiale. Non è una difesa d'ufficio o campanilismo: è una constatazione tecnica che scaturisce dal rigore microscopico degli impasti, dalla profondità visiva delle grafiche sincronizzate al decimo di millimetro e da finiture tattili che testimoniano una maturità industriale e progettuale unica.
Mentre altri inseguono l'effetto speciale a tutti i costi, i marchi di punta del nostro Paese hanno lavorato su una sottrazione calibrata: grandi lastre ceramiche in gres porcellanato che reinterpretano pietre sedimentarie e calcari naturali senza mai scadere nel finto. I blocchi lavabo monolitici scavati nel gres e gli accostamenti con l'ottone spazzolato a coste verticali dimostrano una padronanza del dettaglio d'arredo che trasforma la superficie in alta ebanisteria minerale. Si tratta di lavorazioni ad altissimo valore aggiunto che impattano in modo determinante sui capitolati di cantiere, dinamiche che approfondiamo nella nostra analisi dedicata ai prezzi del gres porcellanato e ai costi di posa per metro quadro.
Il vertice di questo approccio è visibile negli ambienti lounge allestiti con superfici in gres beige a tessitura calda. Qui non c'è contrasto violento: la continuità tra pavimento, pareti e arredi fissi genera una scatola architettonica ovattata, dove la luce radente fa emergere una granulometria finissima, quasi serica al tatto.
Il coraggio iberico: colore assoluto, smalti vetrosi e allestimenti teatrali
Se l'Italia presidia magistralmente il terreno dell'eleganza rigorosa e del design minerale, la Spagna a Cersaie 2026 ha scelto di rompere ogni schema con una sferzata di vitalità e sfrontatezza cromatica.
Negli stand dei produttori iberici la parola d'ordine è stata “colore primario”. Smalti spessi, cotti ad arte per conservare una brillantezza vetrosa liquida, con palette che spaziano dai bordeaux profondi ai verdi smeraldo, fino ai rosa confetto e ai gialli senape. Non si tratta di un'alternativa “migliore” o “peggiore”, ma di un linguaggio espressivo complementare, intriso di allegria mediterranea e sapore artigianale.
Alcune aziende hanno trasformato i propri spazi fieristici in autentiche scenografie di teatro pop. È il caso dello stand allestito a forma di confetteria anni '50, con arcate modellate a nuvola, banconi a righe verticali bicromatiche e scritte al neon: un'operazione intelligente per dimostrare come il piccolo formato e la ceramica decorata possano uscire dal ghetto della cucina rustica per diventare protagonisti di concept store e boutique hotel.
Tra le proposte più interessanti per chi fa interior design d'impatto, mi ha colpito l'azienda iberica Barro: il loro rivestimento tridimensionale effetto canne di bambù dorato offre una texture a listelli estrusi con riflessi metallici cangianti. È una soluzione di parete che vibra sotto la luce artificiale, perfetta per creare quinte teatrali o ingressi di carattere.
In un oceano di gres industriale, le eccezioni dove la mano conta ancora
Il gres porcellanato continua a essere il materiale dominante della manifestazione e il baricentro dell'edilizia moderna. Per comprenderne a fondo caratteristiche, formati, destinazioni d'uso e criteri di selezione per pavimenti e rivestimenti, consulta la nostra guida completa al gres porcellanato.
Tuttavia, quando si cammina per ore tra centinaia di collezioni industriali impeccabili ma sfornate a gettito continuo da presse continue da decine di migliaia di tonnellate, l'occhio dell'artigiano cerca inevitabilmente il respiro umano.
Tra le rarissime realtà capaci di uscire da questa standardizzazione seriale ho trovato Petra. L'approccio di questa azienda è un esempio magistrale di simbiosi tra innovazione tecnologica e sapere manuale: i pannelli di pietra vengono prima sbozzati e sgrossati tramite macchine a controllo numerico (CNC a 5 assi), ma la finitura superficiale, i solchi materici e i contrasti chiaroscurali vengono rifiniti a colpi di scalpello manuale.
Da operatore che lavora quotidianamente la pietra e il vetro artistico, questo è l'approccio che amo: usare la tecnologia per togliere la fatica della sbozzatura pesante, ma fermarla esattamente un secondo prima che cancelli l'anima e l'unicità del manufatto.
Il mosaico si toglie la polvere: la rivoluzione pop di Tessere
Un altro momento di puro entusiasmo visivo è arrivato visitando lo stand di Tessere (“Passion for Mosaic”). Spesso il mosaico viene percepito come un'arte nobile ma ingessata, confinata al restauro sacro o a bordure decorative da piscina.
Tessere ha spazzato via questo cliché con una collezione di ritratti monumentali a tessere vitree e ceramiche: figure femminili vivaci, ironiche, carismatiche, ritratte con cappelli sgargianti, occhiali vistosi e pappagalli appollaiati sulle spalle. Una fusione tra ritrattistica d'autore, cultura pop contemporanea e una tecnica di taglio e posa delle tessere che rasenta la perfezione accademica.
La poesia dell'attesa: la ceramica giapponese e il valore del tempo
In una fiera dove la velocità produttiva e la scala industriale dominano quasi ogni padiglione, lo stand dedicato alla ceramica artigianale giapponese ha regalato un'autentica oasi di silenzio e meditazione. A catturare la mia attenzione è stato un manifesto programmatico esposto su legno chiaro: “Time is the key”.
La filosofia raccontata dai maestri presenti è l'antitesi della fretta contemporanea: argille lasciate maturare e asciugare naturalmente, cotture lente che richiedono fino a 48 ore di forno e smaltature applicate a mano che donano a ogni singolo listello ceramico sfumature terrose, craquelé microscopici e una profondità che nessuna stampa industriale potrà mai replicare. Per chi, come me, lavora la materia artigiana, osservare questo rispetto sacrale per i tempi dell'argilla e del fuoco è stata una boccata d'ossigeno.
L'innovazione che cambia il cantiere: l'alluminio da 1 mm di Tecnografica
Sul fronte dell'innovazione tecnologica applicata alla cantieristica reale, il prodotto che più di ogni altro merita di essere tenuto d'occhio nei prossimi mesi è il nuovo pannello presentato da Tecnografica.
Si tratta di una lastra in alluminio composito con uno spessore di appena 1 millimetro, decorata con stampa digitale ad altissima definizione (fino a 600 dpi reali con smalti protettivi ad alta resistenza all'usura).
Da posatore e artigiano, ho intravisto subito il potenziale dirompente di questo materiale per le ristrutturazioni leggere e veloci:
- Zero demolizioni: Con solo 1 mm di spessore può essere incollato direttamente sopra le vecchie piastrelle esistenti, senza dover tagliare le porte interne né limare i telai degli infissi.
- Ondulabilità e curvatura: A differenza delle grandi lastre rigide in gres (che richiedono carrelli a ventosa e una meticolosa tecnica di posa a regola d'arte per evitare tensioni nel sottofondo), questo pannello può essere calandrato o sagomato a freddo per rivestire colonne circolari, banconi curvi e pareti a onda continua.
- Leggerezza e manovrabilità: Una singola persona può movimentare e tagliare a secco lastre di oltre 3 metri senza l'ausilio di carrelli a ventose pesanti o telai a binario da cantiere.
Se il comportamento nel tempo sotto l'azione di solventi, detergenti aggressivi e calpestio pedonale confermerà i dati di laboratorio, ci troviamo di fronte a un ponte tecnologico tra la carta da parati tecnica in fibra di vetro e la lastra ceramica.
👉 Approfondimento monografico: abbiamo dedicato un'analisi tecnica completa a questo materiale con le foto dello stand, l'analisi delle cinque finiture e la guida alla posa: leggi la guida monografica su Tecnografica Ultralight: il pannello in alluminio da 1 mm visto a Cersaie.
Kalebodur e la rivoluzione di “Light as a material”: quando la luce si fa materia
Tra gli allestimenti più suggestivi e concettualmente avanzati di questa edizione di Cersaie, una menzione d'onore spetta a Kalebodur con la sua installazione “Light as a material” (La luce come materiale). Uno spazio immersivo a penombra dove un cubo monolitico scultoreo e un'imponente parete coordinata ridefiniscono completamente il rapporto tra superficie architettonica e illuminazione.
L'idea alla base è tanto semplice quanto dirompente: la luce non è più un elemento esterno che colpisce la parete o scivola radente su una piastrella, ma nasce dall'interno della materia stessa. Attraverso una speciale tecnologia di superficie traslucida ad alta densità, quando la sorgente a LED interna si accende, il rivestimento sembra smaterializzarsi per diffondere una calda luminosità avvolgente. Le trame ramificate e le profondità visive che emergono ricordano la purezza dell'onice e dell'alabastro, ma con la continuità, l'omogeneità e la planarità tipiche dei materiali tecnici d'avanguardia.
Per chi progetta interni d'eccellenza, spazi wellness o ambienti hospitality di lusso, il concept Light as a material di Kalebodur segna un punto di svolta: la superficie smette di essere un fondale inerte e diventa corpo illuminante solido, capace di arredare e scaldare lo spazio con la sola forza della sua luce diffusa.
L'Occhio dell'Artigiano: Oltre la Superficie Commerciale
Le fiere come Cersaie rischiano spesso di essere giudicate solo per le finiture di facciata o per la notorietà dei marchi esposti. Il compito di un portale indipendente come Ceramiche.com è analizzare ciò che sta dietro: la stabilità degli impasti, la reale lavorabilità nei cantieri e il rispetto tra chi progetta e chi posa con le mani nella colla.
Prossimi approfondimenti da Cersaie 2026
Questo reportage panoramico è il punto di partenza dell'osservatorio di Ceramiche.com su Cersaie 2026. A breve seguiranno articoli monografici e report dedicati alla fiera e ai suoi singoli espositori:
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Tecnografica: il pannello in alluminio da 1 mm Disponibile OraSpessori ultra-sottili, curvabilità a freddo, posa a secco e guida tecnica del Maestro Artigiano.
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Kalebodur: Light as a Material Superfici traslucide retroilluminate e la luce interna che diventa architettura.
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Petra: pietra, CNC e finitura manuale L'integrazione virtuosa tra fresatura digitale e maestria dello scalpello artigiano.
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Tessere: il nuovo mosaico contemporaneo Ritratti pop monumentali e rinascita d'autore dell'arte musiva a BolognaFiere.
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Le nuove grandi lastre in gres Vena passante sincronizzata, superfici ultra-matt e gestione in sicurezza del cantiere.
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Le tendenze cromatiche viste a Cersaie 2026 Dal rigore minerale delle terre calde all'esuberanza mediterranea degli smalti lucidi.